Gravina sotterranea, tra natura e città

Gravina in Puglia, Gravina sotterranea

Gravina in Puglia, nel Parco nazionale dell’Alta Murgia, è una città con due anime: sotto la superficie disseminata di case, chiese e palazzi antichi batte un cuore segreto, un borgo nascosto: Gravina sotterranea.

Il geologo Mario Tozzi spiega che le gravine, lunghi e tortuosi crepacci, connotano così tanto il terreno calcareo della Puglia che alcuni luoghi ne prendono il nome: è il caso di Gravina di Puglia.

II sottosuolo cavo, proprio al centro della città, continua lo studioso, è una coalescenza di decine di cantine scavate a mano, dove per secoli si è messo a fermentare il vino o immagazzinato il grano.

Gravina è figlia delle sabbie calcaree più giovani (si chiamano calcareniti, ma tutti qui le conoscono come “tufi”) scavate fin dall’VIII secolo a.C., prima per allargare caverne, poi per ricavarne mattoni estremamente leggeri e resistenti, tenaci e adatti anche a costruire sull’orlo stesso dell’abisso da cui erano stati strappati.

Il paesaggio sotterraneo cambia continuamente: […] si vedono, intensi, i segni dell’erosione delle acque che hanno scavato vere e proprie “marmitte dei giganti” […]. Dalla calcarenite si passa ai mattoni e alle opere dell’uomo senza soluzione di continuità: forme erosive naturali e pilastri di sostegno alle grandi arcate sotterranee sono parte dello stesso contesto, che non è più natura, ma non è ancora città (M. Tozzi, “Italia segreta. Viaggio nel sottosuolo da Torino a Palermo”, Rizzoli, Milano 2010).

Photos via: ©franconardottophotography.com, ©Matteo Lanzoni

May 25, 2018

Gravina sotterranea, tra natura e città

Gravina in Puglia (Ba)