Gli Etruschi, sfarzo, ozio e anelli d’oro

Secondo molti storiografi dell’antica Grecia, le classi dominanti etrusche erano dedite allo sfarzo e al lusso ostentato, e per descrivere il loro tipo di vita le fonti classiche misero in campo le nozioni di “tryphé” (mollezza) e “habrotés” (raffinatezza).

Naturalmente questo tipo di giudizio assunse nell’antichità il profilo del luogo comune (che si ritrova anche nelle opere di Virgilio e Catullo), fino a giungere all’immagine caricaturale dell’uomo etrusco come “obesus”, di cui il celebre coperchio di sarcofago del III secolo a. C. raffigurante un anziano e pingue aristocratico inanellato, inghirlandato e oziosamente disteso, divenne in un certo senso il simbolo.

Al di là delle generalizzazioni – che comunque studi storici e archeologici si sono incaricati in parte di contraddire, introducendo criteri di giudizio molto più articolati e puntuali – è certo che l’oreficeria etrusca ha lasciato straordinarie testimonianze d’arte.

Qui, una serie di bellissimi anelli d’oro etruschi del IV-III secolo a. C.

January 30, 2014