GALLERIA SCIARRA, DI DONNE E VIRTÙ

La Galleria Sciarra, a Roma, celebra la donna come Angelo del focolare, come Madre e Sposa. Le sue pareti colorate con motivi Liberty e Belle-Époque sono la traduzione visiva dei più diffusi cliché borghesi postunitari sull’universo femminile, ben sintetizzati dai seguenti versi del poeta scapigliato Emilio Praga: «È pur dolce l’immagine / delle donne di casa: le muse son, son gli angeli / del domestico cielo»; e anche dalle parole dell’eroe risorgimentale Giuseppe Mazzini: «L’Angelo della Famiglia è la Donna».

Fatta costruire nel 1885 dall’imprenditore Maffeo Sciarra su progetto dell’architetto Giulio De Angelis, la Galleria fu decorata dal pittore Giuseppe Cellini tra il 1886 e il 1888. Attualmente è un ambiente pedonale aperto al pubblico.

In quelle immagini (dalle emblematiche didascalie: “La Pudica”, “La Sobria”, “La Paziente”, “La Fedele”…) si respira il milieu culturale estetizzante che ruotava attorno alla rivista letteraria “Cronaca Bizantina”, il cui ultimo direttore fu Gabriele D’Annunzio. La personale visione del mondo muliebre del Vate abruzzese, in verità, si rifaceva ad altri stereotipi: “Donna seduttrice” e “Femme fatale”… Ma per una sorta di paradosso, proprio un ritratto di D’Annunzio trova posto in questo florilegio pittorico delle virtù femminili più tradizionali.

Un angolo liberty nel cuore barocco di Roma.

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December 14, 2013

GALLERIA SCIARRA, DI DONNE E VIRTÙ

Roma
Tra via Marco Minghetti, vicolo Sciarra e piazza dell'Oratorio