Frasassi Tour: i panorami mozzafiato della Riviera del Conero

Dal 16 al 19 giugno “Italian Ways” ha partecipato al “#frasassitour: alla scoperta delle Grotte di Frasassi e dintorni”, magnifico blogtour che ha toccato strepitose mete marchigiane, come le Grotte di Frasassi, la Riviera del Conero, Loreto e Osimo.

Il tour, promosso dal Consorzio Frasassi e Regione Marche, in collaborazione con Riviera del Conero e Social Media Team Marche della Fondazione Marche Cultura, è stato un’occasione per fotografare e parlare di luoghi meravigliosi che meritano la massima visibilità possibile.

Quello che segue è il primo di quattro articoli che dedicheremo alla bella iniziativa.

Partiamo dalla Riviera del Conero. Buon viaggio!

Ogni itinerario possibile nella Riviera del Conero si snoda all’ombra dell’omonimo monte, un promontorio alto quasi seicento metri che, per usare le parole della poetessa fiorentina Margherita Guidacci, si offre glorioso all’abbraccio del cielo e del mare, con gli aromi della sua splendida vegetazione mediterranea e i canti degli uccelli che vi risiedono in mezzo, e vi volano intorno.

Ogni tragitto possibile in questo roccioso e scosceso tratto di costa adriatica della provincia di Ancona procede attraverso incredibili bellezze, di natura e arte.

Il cammino che abbiamo percorso durante la prima delle giornate del Frasassitour – e di cui qui vi proponiamo un assaggio descrittivo – ha toccato alcune mete disseminate su una striscia litoranea del Parco Regionale del Conero lunga una decina di chilometri, in una zona maculata da laghi salmastri e compresa fra la Baia di Portonovo a nord e il borgo marinaro di Numana a sud.

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Così partiamo dalla Baia ghiaiosa di Portonovo, bianca di ciottoli lisci e rotondi e verde di macchia mediterranea e boschi protesi verso la battigia. Le grandiose rupi verticali del monte ci guardano da sud. Sono, l’abbiamo detto, l’imprescindibile punto di riferimento del nostro viaggio.

Ci troviamo nel regno del “mosciolo”, il mitilo selvatico del Conero. Il nero e buonissimo frutto di mare non viene allevato, ma direttamente pescato da esperti subacquei che con appositi rampini si infilano fra le rocce marine, vivai naturali di questo specialissimo mollusco.

Il mosciolo viene raccolto dalle pareti rocciose degli scogli – quello più importante si chiama Trave, lungo circa un chilometro – e diventa il protagonista di specialità culinarie locali, come l’impepata di moscioli o i moscioli arrosto e alla marinara. Ed è l’ingrediente principale di squisiti piatti di spaghetti. La cozza selvaggia del Conero è diventata di recente “presidio Slow Food”, e da queste parti ogni anno le si dedica una festa. Meritatissima, a nostro parere.

A questo punto è doveroso abbandonare per un po’ la terra ferma, cambiare prospettiva e osservare la costa dal mare. Lo facciamo, il tempo è bellissimo e la barca ci aspetta. Non serve allontanarsi troppo: lo spettacolo della riviera si spalanca subito davanti ai nostri occhi.

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Uno spettacolo composto di piccole valli, collinette e, immerse nella vegetazione, meraviglie d’arte e d’architettura.

Come, in direzione sud, alle pendici del monte, la candida chiesa romanica di Santa Maria di Portonovo, edificata dai Benedettini nell’XI secolo all’estremità più riparata della baia, su uno sperone roccioso a picco sul mare.

Oppure, spostando un po’ più a nord lo sguardo sulla costa – cioè verso la nostra destra –, la formidabile e massiccia Torre di Guardia del XVIII secolo, fatta costruire da papa Clemente XI (è infatti conosciuta anche come Torre Clementina) per controllare i movimenti ostili dei pirati.

O, ancora, a sud, verso Sirolo, l’imponente coppia di faraglioni che dà il nome alla attigua splendida Spiaggia delle Due Sorelle, tra le più belle d’Italia, bianca e scintillante nel sole, sovrastata dalla maestosa falesia del Conero.

Secondo una leggenda che ci viene raccontata, proprio al bordo della scogliera si avvicinarono un giorno due sorelle, una delle quali precipitò giù, seguita dall’altra che cadde nel tentativo di salvarla. Dio allora – così si conclude il racconto tradizionale – plasmò i due scogli adiacenti per mantenere viva la memoria del tragico evento…

Adesso è ora di ritornare a terra, perché il viaggio lungo la costa marchigiana continua. La prossima meta si trova a una decina di chilometri verso sud: è Sirolo, “Perla dell’Adriatico”.

Prima di visitare il borgo medievale ci aspetta una meravigliosa escursione alla volta del Passo del Lupo, lungo un sentiero immerso nella macchia mediterranea, fra lecci e arbusti di mirto, ginestra e corbezzolo. A proposito di corbezzolo: il termine Conero pare derivi da “kómaros”, parola del greco antico che significa proprio “corbezzolo”.

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Giunti al Passo del Lupo, il panorama è sbalorditivo. Oggi la giornata è fantastica, e quindi possiamo permetterci il lusso di sfiorare con lo sguardo la costa a sud fino a Porto Recanati e a nord verso la Spiaggia delle Due Sorelle, che ritroviamo in questa nuova e straordinaria prospettiva “aerea”.

Tornati a Sirolo, ci perdiamo nel dedalo di vicoli che tramano l’impianto medievale della cittadina, il cui attuale profilo andò delineandosi più o meno a partire dall’anno Mille: a quell’epoca probabilmente si incominciò a dar forma al magnifico castello, che non è mai stato espugnato in tutta la sua storia.

Varie le emozioni che proviamo girando per le stradine del borgo, nel pensare, per esempio, che anche san Francesco le ha percorse ottocento anni fa, e che i suoi occhi hanno osservato più o meno lo stesso paesaggio che si squaderna davanti ai nostri. Si dice che l’Assisiate abbia piantato qui due alberi e che qui abbia preconizzato l’arrivo a Loreto della Santa Casa di Nazareth.

Una strana sensazione ci prende considerando che sotto i nostri piedi, nel sottosuolo, si intreccia un dedalo ipogeo di grotte-cantine, cisterne e silos, un mondo sotterraneo cui si può accedere da botole presenti nelle antiche case della cittadina.

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Ma è piuttosto il sole di questa splendida giornata ad attirarci e a condurci, senza fatica, e senza che nemmeno ce ne accorgiamo, alla piazza panoramica del borgo, spalancata sullo spettacolo azzurro dell’Adriatico, sulla bianca costiera e sulle otto spiagge appartenenti a Sirolo, tra le quali, ancora una volta, quella delle Due Sorelle, icona della Riviera del Conero.

Un paio di chilometri a sud di Sirolo, quasi senza soluzione di continuità con il borgo medievale, c’è Numana, comune alle pendici meridionali del monte Conero, l’imponente, silenzioso e fedele compagno del nostro cammino.

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Entriamo nella parte alta di Numana, cioè il centro storico della cittadina, nella cui piazza centrale si trova, accanto al settecentesco Palazzo del Municipio, il Santuario del Crocifisso (ricostruito nella seconda metà del Novecento), chiamato così perché vi si conserva un crocifisso in legno di cedro che secondo la tradizione appartenne all’imperatore Carlo Magno.

Da Numana Alta raggiungiamo facilmente la silenziosissima Spiaggia dei Frati, adiacente alla quale sta la “Caletta”, la “casa” delle tartarughe marine del Conero. Qui c’è il cuore del progetto “Numana, città delle Tartarughe”: dalla “Caletta” infatti, i piccoli animali, dopo un certo periodo trascorso sulla terra ferma per essere curati, ritornano dolcemente in mare.

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Respiriamo per un po’ il vento che conquista la piazzetta della Torre, affacciata sull’Adriatico, nella quale troneggia il “grande arco”, unico resto di una struttura un tempo probabilmente incorporata nell’antica cinta muraria medievale.

Ma c’è ancora una strada particolare che gli abitanti del luogo ci consigliano di percorrere. È una strada fatta di scale – distesa tra graziosi vasi di fiori e innestata fra due sfilate ininterrotte di case – che dalla porzione alta scende in quella bassa di Numana, per giungere a un porticciolo e alla spiaggia. Si chiama “Costarella” ed era utilizzata in passato dai pescatori per arrivare velocemente a mare.

Ed eccoci di nuovo al cospetto dell’Adriatico, e del monte Conero, le cui pendici cominciano a scurirsi. Il sole inizia a tramontare, e quindi anche il nostro cammino per oggi può dirsi felicemente concluso.

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SUGGERIMENTI

Per dormire: Hotel Excelsior La Fonte, immerso nel verde della Baia di Portonovo, a pochi metri dal mare. www.excelsiorlafonte.it

Per mangiare: Ristorante La Torre, a Numana. Cena romantica su una terrazza panoramicissima, vista Conero www.latorrenumana.it

©Italian Ways, ©Chiara Collaro

June 29, 2016

Frasassi Tour: i panorami mozzafiato della Riviera del Conero