Frasassi Tour: Genga e le magnifiche Grotte

È il 19 giugno, terzo giorno del “#frasassitour: alla scoperta delle Grotte di Frasassi e dintorni”.

Di buon mattino lasciamo alle nostre spalle la bellissima Riviera del Conero, che abbiamo esplorato nei primi due giorni dell’itinerario, e ci dirigiamo nell’interno della regione Marche, percorrendo in macchina una novantina di chilometri verso ovest.

Ci avviciniamo così al cuore sotterraneo di questo nostro viaggio fra cielo e terra, colline e mare. Obiettivo: gli abissi carsici delle Grotte di Frasassi, che avremo modo di visitare nel pomeriggio.

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Genga

Dopo meno di un’ora di viaggio, entriamo nel meraviglioso Parco naturale regionale della Gola della Rossa e di Frasassi, circa 10mila ettari di area protetta nella zona appenninica della provincia di Ancona. La prima tappa dell’odierna escursione è Genga, nel cui territorio comunale si trovano appunto le nostre Grotte.

Genga è in realtà un antico castello medievale posto a trecento metri di altitudine, circondato da colline e attraversato dal fiume Sentino.

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Genga

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Museo Arte, Storia e Territorio, Genga

Il piccolo borgo amalgamato con l’ambiente roccioso – tra le costruzioni e fin nell’interno delle abitazioni capita di veder affiorare dal suolo sporgenze di pietra – è molto legato alla memoria di un cittadino illustre, Annibale della Genga, papa tra il 1823 e il 1829 con il nome di Pio XII, conosciuto tra l’altro per la sua politica ostile nei confronti di briganti, carbonari, massoni e protestanti, per aver indetto il Giubileo del 1825 (che ebbe grande successo) e per aver tolto dall’“Indice dei Libri proibiti” alcune opere di Galileo Galilei.

Ci avviamo subito verso l’incompiuto Palazzo Fiumi Sermattei, che dal 2015 ospita il Museo Arte, Storia e Territorio, realizzato per illustrare preistoria, storia, tradizioni e cultura dei dintorni di Genga nella prospettiva del “sacro” e dello “spirituale”.

È infatti “Dalla Venere del Paleolitico alla Madonna con il Bambino” il “sottotitolo” del Museo, filo conduttore “religioso” che si rivela nelle magnifiche opere in mostra nella “Galleria della Memoria”, come il “Trittico” del pittore quattrocentesco Antonio da Fabriano, realizzato per la pieve di San Clemente; o la splendida statua della “Madonna con Gesù Bambino”, della bottega del Canova, originariamente collocata nel Tempietto neoclassico del Valadier, che tra un po’ andremo a visitare; o i paramenti liturgici di papa Leone XII.

La “grande assente”, di cui osserviamo incuriositi delle belle proiezioni in 3D, è la Venere del Paleolitico, appunto, una statuetta scolpita nella stalattite e alta otto centimetri che rappresenta una divinità femminile. Il piccolo simulacro di circa 20mila anni d’età, ritrovato nel 2007 nelle Grotte di Frasassi, è per adesso ospitato nel Museo archeologico Nazionale delle Marche ad Ancona, in attesa di “tornare a casa”, qui a Genga.

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Seguendo ancora il fil rouge del sacro, ci avviamo a visitare due santuari abbracciati dalla roccia del versante sinistro della Gola di Frasassi. In un ampio fornice – la Grotta della Beata Vergine di Frasassi – stanno l’Eremo, o Santuario, di Santa Maria infra Saxa e, a pochi metri di distanza, nella medesima cavità, la chiesa della Madonna di Frasassi (frequentemente indicata come Tempietto di Valadier).

Quest’ultima, di impianto ottagonale (ne abbiamo già parlato in un articolo qualche tempo fa), ospitava la statua di Maria col Bambino vista poco fa nel Museo di Genga (qui c’è una copia), ed è una struttura neoclassica in travertino fatta costruire nel 1828 dall’onnipresente papa Leone XII (il disegno è attribuito al celebre architetto romano Giuseppe Valadier).

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Chiesa della Madonna di Frasassi

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Chiesa della Madonna di Frasassi

Ci colpisce immediatamente il suggestivo contrasto visivo tra la luminosa regolarità dei suoi otto lati – simbolici della Risurrezione di Gesù avvenuta nell’“ottavo giorno” – e l’ombrosa irregolarità delle pareti della grotta, in cui è collocato, come s’è detto, anche l’antico Eremo di Santa Maria “infra Saxa” (cioè “Frasassi”), sulla cui presenza in questo luogo vi sono testimonianze risalenti all’inizio dell’XI secolo.

Un nuovo contrasto estetico ci sorprende: quello fra la semplicità della struttura dell’Eremo, che ha una parte interna scavata nella roccia, e la raffinata eleganza del cosiddetto Tempietto del Valadier. E anche in questa chiesetta è conservata la copia di un’opera d’arte: si tratta di una statuetta della Madonna – nella fattispecie lignea –, il cui originale è andato perduto un’ottantina di anni fa…

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San Vittore alle Chiuse

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San Vittore alle Chiuse

Ci aspetta l’ultima suggestiva tappa di una magnifica mattinata dedicata alle “opere sacre”. A pochi minuti di automobile da Santa Maria Infra Saxa e dal Tempietto del Valadier, c’è l’Abbazia di San Vittore alle Chiuse, anch’essa oggetto di un nostro articolo.

La vediamo avvicinarsi con la sua compatta struttura di pietra calcarea, con le sue convessità absidali avvinte alle pareti slanciate, sulla sommità delle quali svettano il tiburio ottagonale e, ancora più in alto, la torre quadrangolare.

San Vittore alle Chiuse, edificata fra il 1060 e il 1080, è un’abbazia romanica appartenente a un gruppo di quattro chiese marchigiane che hanno come caratteristica comune la pianta a croce greca inscritta in un nucleo quadrangolare. Uno schema che qualcuno fa derivare dalla cultura orientale – chiese bizantine della Grecia e dei Balcani –, qualcun altro da modelli occidentali di origine settentrionale, come certi edifici sacri lombardi, normanni e tedeschi.

Ma poco importa, adesso. La bellezza di questo luogo ci fa desiderare di fermarci a guardare senza troppo pensare. Lo facciamo volentieri.

Ma ci stanno aspettando altre meraviglie, e questa volta si tratta di architetture non disegnate da uomini, pinnacoli e volte di pietra le cui origini risalgono a tempi in cui l’uomo era ancora molto lontano dall’apparire sulla terra. Le Grotte di Frasassi sono vicinissime.

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Parco Avventura di Frasassi

Ma prima di scendere negli abissi, ci concediamo un’esperienza “avventurosa” en plein air: quella che ci propone il Parco Avventura di Frasassi: qui, assicurati da imbragature, caschi e solidi moschettoni, ci appendiamo a cavi sospesi fra gli alberi e attraversiamo il fiume Sentino, percorrendo oscillanti ponti tibetani e cimentandoci in traversate “tirolesi” da brivido.

Dopo queste “rampanti” e vertiginose imprese all’aperto, è giunto il momento di entrare nel mondo nascosto delle Grotte di Frasassi. E lo facciamo ancora in un modo particolare, che da queste parti chiamano “Speleo-Avventura”.

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Grotte di Frasassi

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Grotte di Frasassi

È una maniera speciale di visitare l’universo carsico di Frasassi – un complesso di cavità ipogee lungo circa quaranta chilometri –, che ci fa affrontare, come dei veri speleologi appunto, brevi arrampicate, penetrare in stretti cunicoli, slittare in angusti scivoli dal fondo sconnesso e fangoso. Un tracciato da professionisti, insomma, pensato per gente che sa sporcarsi le mani… E noi siamo disposti a farlo.

Naturalmente giochiamo un po’ a esagerare: il percorso “Speleo-Avventura”, pensato per tutti coloro che hanno almeno dodici anni, si incunea negli ambienti più suggestivi di queste cattedrali naturali formate – grazie a quasi duecento milioni di anni di lento e ininterrotto lavoro di acqua e roccia – dalle stratificazioni di calcare: la “Sala dell’Infinito”, la “Sala del Bivacco”, la “Sala Finlandia”, i “Pozzi di Lucia”, le “Quattro Sorelle”…

La “Speleo-Avventura” è anche un “photo-tour”, che dà ai partecipanti la possibilità di scattare fotografie alle maestose e colorate torri stalattitiche e stalagmitiche (chiamate di volta in volta “cascate”, “candeline”, “giganti”, “obelischi”, “canne d’organo”…: le suggestioni sono molte), un privilegio non consentito agli altri visitatori.

Ritorniamo in superficie, il sole è ancora alto. Il viaggio continua.

SUGGERIMENTI

Per dormire: Le Grotte Hotel e Spa, ristorante con prodotti tipici locali e cantina marchigiana. Certificazione Ecolabel.

Per mangiare: Ristorante La Scaletta, nel borgo di San Vittore alle Chiuse, sulla riva del fiume Sentino.

La taverna di Frasassi, a Genga.

July 13, 2016

Frasassi Tour: Genga e le magnifiche Grotte

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