Cordovado, nella terra dei temporali e delle primule

Cordovado (Pordenone)

Cordovado è una pittoresca terricciuola tra Teglio e Venchieredo, per usare l’espressione dello scrittore padovano Ippolito Nievo (1831-1861), che nel «paesello» friulano in provincia di Pordenone – annoverato tra i Borghi più belli d’Italia – ambientò parti del suo famoso romanzo postumo “Le confessioni di un italiano”.

Un borgo medievale nella terra “dei temporali e delle primule”, per dirla con Pasolini, che in questo modo descriveva il Friuli. Un piccolo comune circondato da tranquilli orizzonti di praterie, da belle acque correnti in mezzo a campagne smaltate di fiori, da cespugli odorosi di madresilva e di ginepro, come scrisse ancora Nievo.

Cordovado – ricco di architetture religiose e civili, come la quattrocentesca Pieve di Sant’Andrea, il trecentesco Oratorio di Santa Caterina d’Alessandria e il seicentesco Palazzo Freschi-Piccolomini – possiede un’area fortificata originaria dell’anno Mille che ospita interessanti edifici, tra i quali il raffinato Palazzo Agricola, dal profilo rinascimentale, Palazzo Ridolfi e la Casa del Capitano.

Eccone alcune immagini.

Photos via: ©Alexandra

December 20, 2017

Cordovado, nella terra dei temporali e delle primule

Cordovado (Pordenone)
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