Clérisseau e la gloria fugace del mondo

Charles-Louis Clérisseau_Palace of Emperor Diocletian

Palazzo di Diocleziano

L’architetto e pittore parigino Charles-Louis Clérisseau (1721-1820) risiedette a Roma per più di quindici anni (vi giunse nel 1746 stabilendosi nell’Académie de France dopo aver vinto il prestigioso Prix de Rome, se ne allontanò nel 1757 e vi fece poi ritorno nel 1762, fermandosi per un altro quinquennio).

Fu un periodo molto produttivo per l’artista francese il quale, uomo del proprio tempo, non si sottrasse al fascino “pittoresco” delle rovine dell’Urbe che incantava gli intellettuali dell’epoca: Roma era una tappa obbligata nel secolo del Grand Tour per i giovani aristocratici europei che volevano arricchire la propria cultura.

Così anche lui si dotò di fogli e seggiolino pieghevole per ritrarre quanto rimaneva della gloria imperiale della città, e la sua fama gli meritò tra l’altro l’incarico di decorare la cella di padre Le Sueur, uno dei monaci eruditi che abitavano il convento di Trinità dei Monti. Nella stanza del frate, Clérisseau dipinse un Pantheon fatiscente, oggetto di meditazione sulla fugacità della “gloria mundi”.

Ecco un’antologia di suoi quadri romani.

July 20, 2018