Città e borghi di Benvenuto Disertori

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Roma, Arco di Tito

Benvenuto Disertori (Trento, 16 febbraio 1887 – Milano, 22 gennaio 1969) non fu soltanto un grande incisore che realizzò bellissime xilografie, acqueforti e disegni a bulino e punta secca, un artista le cui opere furono esposte alla Mostra internazionale di Monaco di Baviera e alla Biennale di Venezia.

Fu anche un notevole musicologo e paleografo musicale che studiò e riportò alla luce spartiti inediti e semisconosciuti del Cinquecento e del Seicento. Decifrò e trascrisse musiche antiche, collezionò numerosi strumenti musicali oggi conservati nel Castello Sforzesco e presso il Museo della Scienza e della Tecnica, a Milano.

Due profonde passioni – arte dell’incisione e musica – che riuscì a coltivare con profitto.

In queste immagini, presentiamo un piccolo assaggio di alcuni lavori dell’artista trentino: si tratta delle incisioni raffiguranti vedute e panorami di Roma e di alcune città d’arte e borghi medievali italiani.

Carlo Tridenti, per molti anni critico d’arte del “Giornale d’Italia”, che nella prima metà del Novecento era il quotidiano di maggior risalto sociale e culturale di Roma, scrisse di Disertori:

Rivela una forte preferenza per i luoghi antichi e solitari, i borghi delle città toscane ed umbre che lo vedono interprete attento al carattere impresso dagli uomini e dal tempo, alla fuga delle case, dei campanili, degli alberi, verso le sfumate lontananze dei colli. Un classico dunque: la sua forma è ridotta all’elemento primo, il tratto, il contorno fissati con chiarezza, sono i mezzi espressivi più idonei a rendere l’eterna bellezza della natura (in “La Fiorentina Primaverile”, Firenze 1922, pp. 86-87).

March 5, 2019