Castell’Arquato, potere e bellezza

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Castell’Arquato, in provincia di Piacenza, è uno di quei borghi italiani il cui profilo medievale è giunto praticamente intatto fino a noi.

I merli ghibellini – con l’apice a coda di rondine – e quelli guelfi – piatti – riconoscibili da lontano sulla rocca fortificata che fu dei Visconti, sono uno dei simboli estetici dei grandi dissidi che attraversarono l’Italia fra il XII e il XIV secolo.

Del resto Castell’Arquato non fu esente dalle lotte di potere e dai contrasti che comunque risultano tra i fattori – tale è il grande paradosso della storia italiana – che hanno contribuito a rendere bello il Bel Paese.

Alleanze e guerre fra signorie – gli Scotti e i Visconti, appunto, e poi gli Sforza, senza dimenticare l’attiva presenza della Chiesa soprattutto attraverso gli interessi della famiglia Farnese, e poi ancora i Borboni e i Savoia – hanno attraversato e costituito la storia di questa stupenda cittadina emiliana, con la sua Collegiata dell’VIII secolo, con lo stupendo Palazzo del Podestà del 1292 e con l’imponente Rocca Viscontea, edificata intorno alla metà del Trecento nella parte alta del paese, a guardia della Val d’Arda, a 224 metri d’altezza.

Ecco un ritratto fotografico di Castell’Arquato che, oltre ad essersi meritato il titolo di “città d’arte” ed essere stato insignito della Bandiera Arancione dal Touring Club Italiano, fa parte dei “Borghi più belli d’Italia”.

March 11, 2019

Castell’Arquato, potere e bellezza

Castell'Arquato (Piacenza)