Casa Balla, esplosione di colore

Casa Balla, a Roma, è stata per trent’anni l’abitazione del pittore, scultore e scenografo futurista Giacomo Balla.

Se è vero, come scrisse Victor Hugo, che «dalla conchiglia si può capire il mollusco, dalla casa l’inquilino», allora l’appartamento al quarto piano di via Oslavia 39B, nel quartiere Prati – dove l’artista torinese si stabilì nel 1929 e dove visse fino al 1958, anno della morte, con le figlie Luce ed Elica -, senz’altro sarà in grado di raccontare la presenza di un padrone fuori dell’ordinario.

Indubbiamente è un luogo in cui nel tempo ha preso corpo quanto egli, nel “Manifesto del colore” del 1918, ebbe a teorizzare intorno alla pittura futurista, con parole che possono essere con buona probabilità utilizzate ancora oggi per descrivere questa sua dimora romana: «Una esplosione di colore […] giocondissima, audace, aerea, elettricamente lavata di bucato, dinamica, violenta».

Infatti nella casa di via Oslavia, Balla e le due figlie, riutilizzando anche materiale di scarto, fabbricarono fiori, costruirono paralumi, paraventi e appendiabiti, produssero arazzi e pergamene, foggiarono abiti futuristi. E, ancora, realizzarono ceramiche, colorarono pareti, decorarono cornici con strumenti che ancora oggi si dice si trovino lì, poggiati su un tavolo, tra cavalletti per dipingere e vecchie sedie.

E parte di tale materiale creativo sembra sia tuttora conservato in quelle stanze illuminate da una spettacolare esplosione di colore.

Il desiderio diffuso che tutto ciò sia visitabile da tutti attende ormai da anni di essere esaudito.

December 10, 2013

Casa Balla, esplosione di colore

Roma
Via Oslavia, 39B