Immagini del Carnevale in Sardegna

Carnevale di Barbagia_SardegnaTurismo_2

Il mondo cupo e antico del Carnevale sardo riemerge ogni anno come un sogno ctonio che credevamo perduto.

Nell’isola il Carnevale viene chiamato “carresecare”, cioè “carne da fare a pezzi”: carne viva, non di macelleria, che evoca riti pagani, nei quali si dava evidentemente la presenza di una vittima sacrificale (nelle cerimonie dionisiache si trattava perlopiù di capretti o torelli), in memoria di un dio ucciso e poi rinato in altre forme.

Qui di seguito offriamo una serie di immagini di alcuni momenti delle tradizioni carnascialesche sarde.

Alcune foto sono dedicate alla Barbagia – vasta regione centrale dell’isola, estesa sui fianchi del massiccio del Gennargentu – i cui paesi celebrano il Carnevale con usi e costumi peculiari.

Tra questi c’è Mamoiada, coi suoi famosi “Mamuthones” e “Issohadores” che si esibiscono, con passo cadenzato e ritmato, in una lenta danza atavica, una composta processione il cui corso è scandito dal suono dei campanacci provocato dal movimento delle spalle.

Poi, alcune immagini della Sartiglia, l’affascinate e misteriosa corsa all’anello che si tiene la domenica e il martedì di Carnevale a Oristano, la cui dinamica è stata ben spiegata dalla poetessa di origine sarda Antonella Anedda:

Un uomo chiamato “su Componidori” , spiega la scrittrice, viene vestito da tre donne che gli applicano sul viso una maschera di legno senza nessuna caratteristica: liscia, bianca e androgina.

È il momento più solenne dell’emozionante giostra dei cavalieri mascherati appartenenti ai “gremi”, le antiche corporazioni delle arti e dei mestieri che organizzano ogni anno l’evento.

Sarà “su Componidori” a guidare i cavalieri nella corsa che ha come scopo infilzare la “sartiglia”, una stella argentata appesa a un filo sottile.

Dopo la vestizione, che avviene sopra un tavolo – considerato alla stregua di un altare – il “Componidori” non potrà più scendere a terra fino alla fine delle gare: da quel podio salirà direttamente sul cavallo e, continua la Anedda, per non cadere, per combattere la paura e l’impotenza, farà affidamento solo sulla forza delle gambe. Vivrà come in sogno diventando tutti gli uomini e le donne che è stato e i cui nomi si confondono fino a essere perduti.

February 5, 2019

Immagini del Carnevale in Sardegna