Ca’ Macana, le maschere che non ingannano

Venezia Ca' Macana Maschere

«Buongiorno, signora maschera!». Così, un tempo, durante il Carnevale veneziano si salutavano, incrociandosi in qualche angolo della città, le persone girovaganti tra calli, rughe e campielli, uomini e donne camuffati e in preda alla strana euforia offerta dalla libertà di avvalersi del temporaneo nascondimento dei volti.

A Ca’ Macana, una delle più raffinate botteghe di maschere della città lagunare, l’antico saluto è in un certo senso d’obbligo. Qui si fabbricano maschere nel rispetto della tradizione artigianale veneziana (le cui origini sono generalmente fatte risalire al basso medioevo, grosso modo alla fine del XIII secolo), e allo stesso tempo non vengono frenate la creatività e la libertà di interpretare in modo innovativo l’illustre sapienza manifatturiera tramandata dai cosiddetti “mascareri”.

Nel mondo se ne sono accorti da tempo. Stanley Kubrick, per esempio, utilizzò i prodotti di Ca’ Macana nel suo film “Eyes Wide Shut”. E anche il Wiener Staatsoper – il più importante teatro viennese – ha commissionato all’atelier veneziano maschere per alcune pièces.

Se vi capitasse di trovarvi da queste parti, passate senza indugio a salutare la “signora maschera”. Vi accoglierà a viso aperto.

Photos via:
www.camacana.com

May 29, 2014

Ca’ Macana, le maschere che non ingannano

Venezia
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