Auditorium dell’Aquila, nuovo inizio

L’Auditorium dell’Aquila – detto anche Auditorium del Parco, o del Castello – è, nella considerazione del suo ideatore, Renzo Piano, «un’architettura effimera», qualcosa di non duraturo, di fugace, di smontabile in un futuro anche prossimo.

Questo edificio “effimero” è stato inaugurato nell’ottobre del 2012 nel capoluogo dell’Abruzzo, regione flagellata, nell’aprile del 2009, da un violentissimo sisma. Anche l’effimero può avere un grande valore. In questo complesso – tre cubi di legno di dimensioni diverse, collocati l’uno accanto all’altro, con una capienza di 250 posti  – ci sono molti colori, che, come osservava Kandinskij, sono «un mezzo per esercitare sull’anima un’influenza diretta». Un’influenza auspicabilmente positiva, un segno del possibile ricominciamento, come l’arcobaleno che segue la pioggia.

Ma nell’Auditorium, prima opera pubblica realizzata nel centro storico della città dopo il terremoto, c’è, naturalmente, soprattutto la musica: il maestro Claudio Abbado ne ha fortemente caldeggiato la costruzione, e il legno della struttura  – proveniente dalla Val di Fiemme, in Trentino – è lo stesso con cui Antonio Stradivari fabbricava i suoi violini.

Colori e musica: anche l’effimero può rappresentare un nuovo inizio.

Photos via:
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December 11, 2013

Auditorium dell’Aquila, nuovo inizio

L'Aquila
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