Arrivederci all’autunno con le nature morte di Giovanna Garzoni

Domani si cambia stagione ed entriamo nell’inverno, «che di bianca neve / suol i poggi vestir, coprir la rosa, / e le piagge tornar aride e meste», come scriveva il poeta Bernardo Tasso in un suo componimento.

Salutiamo l’autunno che finisce con un arrivederci all’anno prossimo. Un arrivederci fatto con un’antologia di nature morte firmate da Giovanna Garzoni, pittrice e miniaturista marchigiana (Ascoli Piceno, 1600-Roma, tra il 10 e il 15 febbraio 1670).

Giovanna Garzoni fu una delle poche artiste del XVII secolo a potersi permettere di viaggiare molto, cosa che fece intensamente nel primo mezzo secolo della sua esistenza visitando varie città d’Italia, come Napoli, Venezia, Torino e Firenze. Naturalmente quest’abitudine le permise di perfezionare le proprie capacità tecniche e di apprezzare opere che altrimenti le sarebbero rimaste oscure.

Non dipinse solo nature morte, ma anche soggetti allegorici, mitologici e religiosi.

La storica dell’arte statunitense Jane Fortune ha spiegato che la Garzoni realizzava opere di grande luminosità utilizzando l’acquerello o la gouaches su pergamena piuttosto che l’olio, e il suo mirabile uso del colore era quasi abbagliante. Coloro che ritengono che l’arte possa davvero addolcire l’animo, possono averne conferma grazie alle raffinate immagini della Garzoni […]. Ebbe un tale successo durante la sua carriera che avrebbe potuto chiedere qualsiasi prezzo per le commissioni che riceveva (“Invisible women. Forgotten artist of Florence”, Florentine Press, Firenze 2010).

Si stabilì a Roma nel 1652 – dove entrò a far parte dell’Accademia di San Luca, alla quale lasciò parte di propri lavori e tutti i propri beni –, e a Roma morì nel 1670.

December 20, 2018