Arianna dormiente: la quiete prima della tempesta

Arianna dormiente Uffizi Firenze

Arianna dorme, abbandonata sull’isola di Nasso dall’uomo di cui è perdutamente innamorata, Teseo. A lui la donna, figlia di Minosse, aveva procurato il gomitolo di lana da cui si sdipanò il provvidenziale filo che permise all’eroe, dopo che aveva ucciso il Minotauro, di uscire vivo dal Labirinto di Creta. Con lui era in seguito fuggita ad Atene. Da lui fu poi fatta addormentare su quell’isola.

La statua, conservata nella sala 35 della Galleria degli Uffizi di Firenze, risale al III secolo a.C., ed è la copia romana di una scultura ellenistica.

Riavutasi dall’infido sonno, Arianna scorge all’orizzonte l’amante fuggitivo a bordo di una nave.

Catullo, nel Carme 64, dà voce alla sua disperazione: «Tu, perfido, tu, Teseo, mi hai strappato al mio focolare per abbandonarmi su una spiaggia deserta…! Fuggi, dimenticando i giuramenti e disprezzando gli dèi… Nulla ha dunque potuto distoglierti da una tanto crudele decisione? Nessuna dolcezza che instillasse nel tuo cuore feroce un po’ di pietà per me? No, non era questo che un giorno mi promettesti con le carezze della tua voce, non era questa la speranza che nutrivo, ma nozze felici e l’amore sognato. Ora tutto questo è perduto nel vento. Nessuna donna creda più ai giuramenti di un uomo, nessuna s’illuda che quando parla sia sincero. Se nel suo cuore alberga la voglia di possedere, dopo averla sfogata, impassibile dimenticherà tutte le sue promesse…».

Questo griderà Arianna al risveglio. Guardiamola allora dormire, quieta, prima della tempesta.

May 15, 2014

Arianna dormiente: la quiete prima della tempesta

Firenze- Galleria degli Uffizi
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