Piccolo omaggio al grande Alessandro Mendini (1931-2019)

Lo scorso 18 febbraio è morto a Milano, dove era nato nel 1931, Alessandro Mendini. Tra i più importanti innovatori del design italiano – teorizzò il “design banale” e il “re-design” nell’ambito della definizione teorica di “design postmoderno” –, Mendini fu negli anni Settanta tra gli animatori del Gruppo Alchimia (attraverso il quale promosse la convivenza di metodi di ideazione e di produzione confusi, dove possano mescolarsi artigianato, industria, informatica, tecniche e materiali attuali e inattuali) e lavorò per importanti aziende, da Venini ad Alessi, da Bisazza a Swarovski, da Cartier a Swatch.

In un’intervista rilasciata qualche tempo fa al critico d’arte Giuseppe Frangi ebbe a dire: Il design deve essere irritante, deve scuotere, deve indurre a fare domande. Se dai una cosa non del tutto logica a una persona, crei una tensione. Il design quando è solo funzionalista è scadente. L’obiettivo deve contenere sempre un tentativo di magia. Per questo do gli occhi ad un oggetto, perché sia lui a guardarti.

Lo ricordiamo riproponendo un articolo sulla lampada “Amuleto”, una creazione risalente al 2013.

Il designer milanese Alessandro Mendini ha realizzato la lampada “Amuleto” nel 2013 pensando al proprio nipote, al quale l’ha dedicata e in un certo senso donata come portafortuna.

Progettata per il marchio Ramun (di cui Mendini è art director), la “Amuleto” è una lampada da tavolo senza fili, con sorgente di luce a Led, talmente leggera che può essere spostata anche da un bambino.

I tre cerchi da cui è costituita (la base, lo snodo centrale e la corona luminosa) sono parte di un sistema di articolazione brevettato che consente di posizionare l’oggetto con estrema libertà e quindi di orientare la fonte luminosa verso qualsiasi obiettivo.

La fortuna illumina le cose.

Photos via: ©Ramun

February 20, 2019