Achille Castiglioni e “Gibigiana”, la lampada con lo specchio

Achille Castiglioni, lampada Gibigiana, 1980

Achille Castiglioni fu sempre attratto dalla luce e dall’elettricità. Insieme al fratello Pier Giacomo – scomparso prematuramente nel 1968 – progettò spessissimo lampade. Una rassegna di questi oggetti, secondo la studiosa Claudia Neumann, «rappresenta una passeggiata nella storia del moderno design per l’illuminazione».

Qui presentiamo la lampada a stelo “Gibigiana”, un riflettore a superficie specchiata disegnato da Castiglioni per l’azienda Flos nel 1980.

Già solo il nome, spiega la giornalista Beatrice Cassina, ha bisogno di essere spiegato. La “gibigiana”, a Milano, è il gioco che i ragazzini fanno per riflettere, con uno specchio o con un’anta della finestra, la luce del sole addosso a un amico. La lampada “Gibigiana” è proprio questo: un gioco di luce che permette di dirigere il raggio luminoso circoscrivendolo a un luogo molto definito. Ma la lampada è anche un marchingegno difficile da realizzare e comprendere nei dettagli.

Obiettivo e idea di partenza di “Gibigiana”? Quello, per esempio, di realizzare una lampada che riuscisse a non disturbare chi ci dorme accanto.

Gibigiana, insomma, nasce dalla necessità elementare di non illuminare, una volta accesa, l’intero locale. E allora ha una luce che parte da un punto e che, come la “gibigiana” vuole, è riflessa da una superficie specchiata in un altro punto (B. Cassina, “In mostra Gibigiana, la lampada magica di studio Castiglioni”, in “Alias”, 27 luglio 2013).

Eccola in azione.

January 20, 2016